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IL SISTEMA AGRICOLO DELLA SARDEGNA
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Malvasia di Bosa

Mappa della DOC Malvasia di Bosa
La Denominazione di Origine Controllata “Malvasia di Bosa” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione approvato con DPR 21.07.1972 (ultima modifica DM 07.03.2014).

Link al disciplinare [file .pdf]

Estratto dal disciplinare

Base ampelografica
Uve Malvasia di Sardegna min 95%

Viticoltura e vinificazione
Condizioni ambientali e di coltura dei vigneti devono conferire alle uve e ai vini le specifiche caratteristiche di qualità. Sono esclusi terreni male esposti, non soleggiati, umidi o idromorfi. I sesti di impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini. E’ vietata ogni pratica di forzatura; è consentita l’irrigazione di soccorso.
Densità per nuovi impianti e reimpianti: min. 4000 ceppi/ha. Resa in coltura specializzata: max 60 q.li/ha, 80 q.li/ha per tipologia spumante.
Non è consentito l’uso di mosti concentrati; è tuttavia consentito l’arricchimento mediante concentrazione a freddo del mosto di malvasia ottenuto. È consentito un leggero appassimento delle uve sulla pianta o su stuoie. Per la tipologia passito è consentito inoltre l’appassimento fino a raggiungere un contenuto zuccherino minimo di 272 g/l. E’ altresì ammessa la parziale disidratazione con ventilazione forzata o in appositi locali termocondizionati.

Tipologie e caratteristiche

“Malvasia di Bosa” amabile o dolce
- colore: giallo paglierino o dorato più o meno intenso;
- odore: aromatico, fruttato, intenso, caratteristico;
- sapore: da amabile a dolce, armonico, vellutato, aromatico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15%, di cui almeno 13 % svolto;
- acidità totale minima: 4 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20 g/l;
- Rese uva/vino: massimo 70%.

“Malvasia di Bosa” riserva
- colore: giallo paglierino o dorato più o meno intenso;
- odore: intenso, complesso, fine, delicato, caratteristico;
- sapore: dal secco al dolce, morbido, vellutato, talvolta mandorlato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo:15,5%;
- acidità totale minima: 4 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20 g/l;
- rese uva/vino: massimo 70%;
- invecchiamento minimo 2 anni, di cui minimo 1 in botti di legno.

“Malvasia di Bosa” spumante
- spuma: fine e persistente
- colore: giallo paglierino;
- odore: aromatico, fruttato, caratteristico;
- sapore: da demisec a dolce, fruttato, gradevolmente aromatico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12%, di cui almeno 9,5% svolto;
- acidità totale minima: 5,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 18 g/l;
- rese uva/vino: massimo 70%.

“Malvasia di Bosa” - passito
- colore: giallo dorato più o meno intenso;
- odore: ampio, caratteristico;
- sapore: da amabile a dolce;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16% di cui almeno 14% svolti;
- acidità totale minima: 4 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 22 g/l;
- rese uva/vino: massimo 50%.

Informazioni sulla zona geografica
L’area di produzione risulta in una porzione di territorio della Sardegna Centro-occidentale compresa tra fra il Comune di Bosa a Nord e Punta di Foghe alle foci del Rio Mannu a sud, nell’ambito della zona storicamente denominata “Planargia.” In questo areale il vitigno Malvasia è il più coltivato, prevalentemente impiantato nelle colline calcaree, a quote comprese tra il livello del mare ed i 300 metri di altezza.
In Planargia la varietà Malvasia è generalmente coltivata in purezza ma, specie nei più vecchi vigneti, si ritrova insieme ad altre varietà locali tipiche del germoplasma della Sardegna, quali il Cannonau, il Vermentino, il Pascale, i Moscati, i Bovali, il Retagliadu, il Torbato e il Nasco.
I terreni in cui il vitigno trova ospitalità risalgono al Miocene, sono costituiti in parte da tufi pomicei lacustri e fluvio lacustri, e in parte da calcarei organogeni od arenacei talvolta marnosi. Sono ben soleggiati, principalmente collinari, a volte pianeggianti, o con dolce declivio e la loro quota altimetrica non supera mai i 300 m s.l.m. Il vitigno fornisce il miglior prodotto se coltivato su terreni sciolti, magri e soleggiati, poveri di azoto e sostanza organica e ricchi di potassio.
Questo è anche quanto emerso da un lavoro di monitoraggio dei suoli svolto dall’Ente Regionale di Sviluppo e Assistenza Tecnica (ex ERSAT, ora denominato Laore) nell’ambito della predisposizione della “carta nutrizionale” della Planargia. In particolare il lavoro per effettuato, ha consentito di evidenziare come significativi i parametri di alta percentuale di calcare attivo con valori di pH prossimi a 8,5, ricche dotazioni di potassio e magnesio e scarsi livelli di sostanza organica.
Il clima di questo territorio è caldo arido, con inverni miti e temperature estive che nei mesi di luglio ed agosto superano i 30° C. Le caratteristiche ambientali e i fattori climatici prevalenti dell'area, quali le temperature miti ed il costante soleggiamento che si riscontra durante l'intero anno, la presenza di piccoli apporti di precipitazioni anche durante la stagione estiva, le escursioni termiche nella tarda estate, le brezze marine, le colline calcaree che riflettono la radiazione solare, consentono una maturazione regolare delle uve ed una esaltazione degli aromi.

Fattori umani rilevanti per il legame.
La presenza dell’uomo in Planargia ha origini e testimonianze antichissime. Numerose domus de janas, nuraghi e tombe dei giganti attestano un’intensa frequentazione del territorio già in età preistorica e protostorica. Ma furono i Fenici a scoprirne i vantaggi dovuti alla posizione geografica, alla presenza di un fiume navigabile e di un entroterra ricco di risorse naturali.
Esiste per questo vino una “letteratura” remota e recente, sia nella tradizione popolare e poetica in “limba” sia “culta” di viaggiatori, esperti del settore e scrittori di grande firma, come Luigi Veronelli e Mario Soldati, che alla Malvasia di Bosa hanno dedicato pagine di alto pregio. Ovunque le testimonianze scritte e orali ne decantano la raffinatezza, la soavità e il valore simbolico, nel contesto di forte identità sociale e culturale della zona di produzione. Dalle genti che abitano la Planargia la Malvasia è sempre stata considerata un vino nobile ed elitario, un vino particolare da riservare per circostanze e persone speciali, perpetuando in questo modo un consolidato rituale sociale. La Malvasia è un vino “chi cheret chistionadu!”, esclamazione questa di gradimento e al tempo stesso complimento al cantiniere-produttore all’atto della degustazione. E’ il vino della mattina, non perché leggero o di poco conto, ma perché la domenica, dopo la messa, gli uomini fanno il giro delle cantine e si scambiano pareri e saperi sulle sue qualità. La Malvasia è il simbolo dell’amicizia e dell’ospitalità, e la si offre alle persone a cui si tiene particolarmente; è il vino della festa, e non solo per le caratteristiche organolettiche della classificazione ufficiale dei sommelier, ma anche perché privilegiata nelle ritualità festive, in cui più che altrove si esplicitano lo scambio simbolico e le relazioni di reciprocità. La Malvasia di Bosa in questo territorio è quindi soprattutto un bene sociale. Così potete stare certi che quando vi viene offerta, il gesto ha un significato che va oltre i consueti rapporti conviviali perché, come ebbe ad osservare già nel lontano 1895 Pompeo Trentin, “i proprietari difficilmente se ne privano” ma quando lo fanno vi stanno donando molto di più di un bicchiere di pregiata Malvasia di Bosa. Non si può comprendere l’eccellenza raggiunta da questo vino, senza fare riferimento a questo contesto culturale.


Specificità
La specificità della DOC è fondamentalmente dovuta alla particolare situazione orografica del territorio della Planargia, all’orientamento delle valli e alla vicinanza di queste al mare. Tutte condizioni che hanno particolari effetti sulle caratteristiche qualitative e quantitative della produzione, diverse a seconda dell’esposizione, della giacitura dei vigneti e dell’intensità e frequenza delle piogge e dei venti dominanti, tra i quali il maestrale, il levante e, anche se più di rado, la tramontana. I sesti d’impianto e i sistemi di potatura sono quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti, sia per un’efficace uso della meccanizzazione nelle operazioni colturali ed in particolare nella difesa fitosanitaria. Le pratiche relative all’elaborazione dei vini, sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per la vinificazione, adeguatamente differenziate per le diverse tipologie. I vini che si ottengono presentano, dal punto di vista analitico ed organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.

La millenaria storia vitivinicola della regione è la prova fondamentale della stretta connessione ed interazione tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino ottenuto dal vitigno Malvasia, portato in Sardegna dai monaci benedettini durante il periodo della dominazione bizantina, dalla citta' di Monembasia, nella regione di Morea della Grecia. Si diffuse anche nelle attuali province di Oristano e Cagliari, ma quello prodotto nella zona di Bosa raggiunge qualità specifiche di finezza e pregio sia per le caratteristiche ottimali della zona di coltivazione, sia per l’intervento dell’uomo che ha tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite ed enogiche, migliorate ed affinate nel corso del tempo anche grazie al progresso scientifico e tecnologico fino ad ottenere l’attuale rinomato vino.

Struttura di controllo
Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Nuoro
Via Papandrea, 8 - 08100 - Nuoro - Tel. 0784.242552 fax 0784.242545
E-mail: agricoltura-ambiente@nu.legalmail.camcom.it
Web: www.nu.camcom.it

Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Oristano
Via Carducci (palazzo SAIA), 09170 - Oristano - Tel. 0783.21431 - fax 0783.73764
E-mail: segreteria.generale@or.camcom.it
Web: www.or.camcom.it

Consorzio di tutela
Consorzio di tutela e valorizzazione dei Vini a DOC Malvasia di Bosa
Via dei Mulini, 10 - 08019 - MODOLO

Documenti correlati
Disciplinare di produzione malvasia Doc di Bosa [file .pdf]
Mappa delle aree di produzione della malvasia Doc di Bosa [file .pdf]

Consulta le pagine
Il vitigno Malvasia

Data ultimo aggiornamento 11.09.2019