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Parte in Sardegna il piano di ripopolamento dell'aragosta
Parte operativamente in Sardegna il piano di ripopolamento dell'aragosta rossa. L'assessore dell'Agricoltura Prato ha firmato la convenzione tra l'agenzia regionale Argea e il Dipartimento di Biologia animale dell'Università di Cagliari.

CAGLIARI, 18 AGOSTO 2009 - Parte operativamente in Sardegna il piano di ripopolamento dell’aragosta rossa. Si tratta del primo progetto del genere in Italia. Questa mattina a Castelsardo (Sassari) l’assessore dell’Agricoltura Andrea Prato ha firmato la convenzione tra l’agenzia regionale Argea e il Dipartimento di Biologia animale dell’Università di Cagliari, che avrà il coordinamento scientifico e operativo del progetto. In sei aree e sub-aree che saranno definite assieme alle varie marinerie e alla categoria della pesca professionale, gli esemplari pescati sottotaglia saranno poi marchiati e conferiti all’interno delle zone di tutela biologica, dove rimarranno per almeno tre anni, durata della prima parte del progetto sperimentale.

Subito dopo, e una volta raggiunte le dimensioni ammesse dalle norme comunitarie (Regolamento CE n. 1967/2006, che prevede per le aragoste una taglia minima di 90 mm di lunghezza carapace), potranno essere ripescati. Inoltre, sempre nelle aree, che saranno individuate in tutte le coste dell’Isola, potranno essere avviate attività di multifunzionalità (ristorazione, ittiturismo, pescaturismo, visite subacquee, etc,) che consentiranno ai pescatori di integrare il proprio reddito e, indirettamente, di migliorare la sorveglianza e il monitoraggio delle zone.

"Oggi – ha spiegato l’assessore Prato - parte quello che è un investimento non solo nei confronti di una delle risorse ittiche più preziose e rinomate della Sardegna, ma anche per dare nuove occasioni al comparto e soprattutto perché tra qualche anno si possa contare in un mare di nuovo pieno di vita. Pensiamo che il ripopolamento dell’aragosta innescherà un circolo virtuoso che coinvolgerà tutta l’ittiofauna e quindi contribuirà a far tornare pescose le nostre coste, oggi gravemente depauperate. I costi del progetto, per i primi tre anni, sarà a totale carico del pubblico, poi la pesca in queste aree sarà regolamentata secondo determinate norme condivise dalle marinerie. L'intenzione è partire subito già dai primi di settembre con un’area test, che potrebbe essere quella di Castelsardo. A ruota seguiranno le altre in tutta l’Isola".

Alla presentazione del progetto, oltre il dirigente del Servizio pesca dell’assessorato Roberto Doneddu e il rappresentante della Capitaneria di porto locale, ha partecipato anche Angelo Cau, direttore del Dipartimento di Biologia animale dell’ateneo cagliaritano: "Proseguiamo – ha sottolineato il docente - un esperimento iniziato nel 1997 sulla costa centro-occidentale (Su Pallosu) e condotto con successo in questi dieci anni, considerato che la biomassa in quella zona è aumentata di dieci volte e soprattutto che i pescatori della cooperativa coinvolta sono passati da un ruolo di spettatori a gestori della risorsa".

Documenti correlati
Scheda sull'aragosta rossa e la pesca in Sardegna [file .pdf]

Ultimo aggiornamento: 20.08.09

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