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IL SISTEMA AGRICOLO DELLA SARDEGNA
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Cannonau di Sardegna

Mappa della DOC Cannonau
La denominazione di origine controllata "Cannonau di Sardegna" è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione approvato con DPR 21.07.1972 (ultima modifica DM 07.03.2014)

Link al disciplinare [file .pdf]

Estratto

Base ampelografica
Uve di Cannonau minimo 85%; per la tipologia ”Classico” minimo 90%;

Tipologie
“Cannonau di Sardegna” Rosso e Rosato
“Cannonau di Sardegna” Rosso Riserva
“Cannonau di Sardegna” Passito
“Cannonau di Sardegna” Liquoroso
“Cannonau di Sardegna” Classico

Sottozone
Oliena o Nepente di Oliena (mappa file .pdf)
Capo Ferrato (mappa file .pdf)
Jerzu (mappa file .pdf)

Zona produzione delle uve
“Cannonau di Sardegna”: intero territorio regionale
“Cannonau di Sardegna” Classico: province di Nuoro ed Ogliastra
Sottozona "Oliena" o "Nepente di Oliena": territorio comuni di Oliena e Orgosolo (parte)
Sottozona “Capo Ferrato”: territori comuni di Castiadas, Muravera, San Vito, Villaputzu, Villasimius
Sottozona “Jerzu”: territori comuni di Jerzu, Cardedu

Caratteristiche
Rosso
- colore: rosso rubino più o meno intenso,
- odore: gradevole, caratteristico;
- sapore: sapido, caratteristico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50%;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l
- resa uve/ha: max 110 q.li;
- resa uve/vino: max 70%.
- immissione al consumo: dal mese di aprile successivo alla vendemmia

Rosato
- colore: rosa più o meno intenso;
- odore: gradevole, caratteristico;
- sapore: sapido, caratteristico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50%;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l;
- resa uve/ha: max 110 q.li;
- resa uve/vino: max 70%;
- immissione al consumo: dal mese di gennaio successivo alla vendemmia.

Rosso Riserva
- colore: rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento;
- odore: gradevole, caratteristico;
- sapore: sapido, caratteristico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00%;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l;
- resa uve/ha: max 110 q.li;
- resa uve/vino: max 70%;
- immissione al consumo: dal mese di aprile successivo alla vendemmia.

Classico
- colore: rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento;
- odore: gradevole, caratteristico;
- sapore: sapido, caratteristico delle uve di provenienza;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,50%;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l.
- resa uve/ha: max 90 q.li;
- resa uve/vino: max 70%.
- invecchiamento: minimo 2 anni di cui almeno 1 in botti di legno.

Passito
- colore: rosso rubino più o meno intenso;
- odore: intenso, etereo;
- sapore: dolce, pieno;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% di cui effettivo minimo 13,00%
- zuccheri residui: minimo 50,0 g/l;
- acidità totale minima: 4,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 26,0 g/l;
- resa uve/ha: max 110 q.li;
- resa uve/vino: max 55%;
- immissione al consumo: dal mese di novembre successivo alla vendemmia;
- appassimento delle uve: su pianta, stuoie, graticci o locali idonei. Ammessa parziale disidratazione.

Liquoroso
- colore: rosso tendente al granato con l’invecchiamento;
- odore: intenso, etereo;
- sapore: dal secco al dolce, pieno, armonico;
- titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 18,00% per il tipo “secco” e 16,00 % per il tipo “dolce”;
- zuccheri riduttori: massimo 10,0 g/l per il tipo “secco” e minimo 50,0 g/l per il tipo “dolce”;
- acidità totale minima: 4,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l;
- resa uve/ha: max 110 q.li;
- resa uve/vino: max 70%;
- invecchiamento: minimo 6 mesi in botti di legno;
- immissione al consumo: dal mese di novembre successivo alla vendemmia.

Viticoltura e vinificazione
Le condizioni ambientali dei vigneti devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve le specifiche caratteristiche di qualità. Sono da escludersi i terreni umidi, in particolare se interessati dalla falda freatica. Per i nuovi impianti e reimpianti la densità dei ceppi non può essere inferiore a 3.500 ceppi/ha. Sesti di impianto, forme di allevamento e sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini. E’ vietato il sistema di allevamento a tendone. E’ vietata ogni pratica di forzatura ed è consentita l’irrigazione di soccorso. Le operazioni di vinificazione, devono avvenire all’interno dei rispettivi territori di produzione delle uve. Le operazioni di invecchiamento ed imbottigliamento, per tutte le tipologie devono avvenire all’interno della regione Sardegna, mentre devono rimanere all’interno delle zone di produzione per quanto riguarda le sottozone Oliena o Nepente di Oliena, Jerzu e Capoferrato.

Informazioni legate all’ambiente
In Sardegna, la presenza del vino Cannonau risale a tempi immemorabili. Si trovano tracce nel XVII secolo, quando un visitatore del re Martin Carrillo e il francescano Giorgio Aleo, alcuni anni più tardi, nel 1612 il primo e nel 1677 il secondo, parlano di vini Cañonates di particolare pregio prodotti in tutta l’isola (AA.VV. La Storia della vite e del vino in Sardegna, 1999).
Nei secoli successivi, si hanno anche delle descrizioni più precise dei vitigni, come quella del Manca dell’Arca (XVIII secolo), che cita il Cannonau, e quella (XIX secolo) del Moris, ancora più accurata, che classifica il nostro vitigno come “Vitis prestans”. A metà dell’800, a darci un’idea della diffusione del Cannonau è il sacerdote Vittorio Angius che, comune per comune, fornisce notizie dettagliate sulla viticoltura del tempo e sui vitigni coltivati nelle diverse aree. Anche dal suo censimento, il Cannonau è il vitigno più diffuso nell’isola.

Secondo il Bruni il Cannonau presenta un grappolo di media grandezza, serrato o semi-serrato per leggera colatura, conico, con peduncolo di media grossezza, verde; l’acino è medio, rotondo, con buccia sottile e consistente, di colore nero violaceo, con polpa sciolta a sapore neutro, con succo leggermente colorato in rosa. Questo vitigno è in genere allevato ad alberello latino, anche se nei nuovi impianti è presente in forme appoggiate più espanse; ha una sufficiente resistenza alle crittogame; matura in III o IV epoca. Non ha particolari esigenze pedoclimatiche ed è per tale ragione che ha potuto diffondersi in tutta l’Isola.
La DOC Cannonau di Sardegna, è riferita a diverse tipologie di vino che dal punto di vista analitico ed organolettico presentano caratteristiche molto evidenti e peculiari che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
Considerata la sua grande adattabilità ambientale e di conseguenza la sua diffusione in aree ecologicamente diverse, il Cannonau può dare origine a tipologie di vini con caratteristiche molto differenti.
Il Cannonau rosato è un vino dal colore rosato brillante, ha un profumo floreale di rosa/viola e fruttato di ciliegia e piccoli frutti, il gusto è secco, sapido, caratteristico delle uve di provenienza.
Il Cannonau rosso è un vino dal colore rosso rubino, ha un profumo fruttato maturo di piccoli frutti rossi e neri (ciliegia, mirto, prugna, mora) con un fondo speziato di pepe e vegetale da erbe aromatiche/officinali e macchia mediterranea, il gusto è tipico, sapido, leggermente tannico.
Il Cannonau riserva è un vino dal colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento; ha un profumo floreale di rosa o petalo secco, fruttato da frutta matura (confettura e prugna secca), con un fondo speziato (chiodi di garofano e cannella-vaniglia) e vegetale da balsamico (mentolato- eucaliptolo); il gusto è caratteristico, secco, sapido, pieno, molto caldo; morbido; retrogusto amarognolo, leggermente tannico.
Il Cannonau passito è ottenuto da uve appassite, di colore rosso dal rubino al granato, con profumo di frutta matura, al gusto è sapido, etereo, rotondo e suadente.
Il Cannonau liquoroso è un vino rosso dal color rubino verso il granato con l’invecchiamento, con profumo di confettura matura, dal gusto caratteristico, etereo, sapido, rotondo e suadente.
Il Cannonau classico è un vino rosso rubino brillante che vira al granato con l’invecchiamento, profumo floreale di rosa o petalo secco, fruttato da frutta matura, con un fondo speziato e vegetale da balsamico; il gusto è tipico, secco, sapido, pieno, molto caldo, morbido, retrogusto amarognolo.

Il Cannonau è il vitigno rosso più diffuso in Sardegna, è presente in ambito regionale con una percentuale pari al 24%, ma arriva al 62% nella provincia di Nuoro. Proprio per questa ragione il vino omonimo è il vino sardo più noto e può essere considerato veramente, così come afferma il Vitagliano, il vino dei sardi. E come tale ha goduto di un’ampia letteratura che va dalle citazioni del Gemelli che inserisce il “Canonao” tra i vini abboccati, al La Marmora che parla della “gagliardia dei vini di Ogliastra”, per finire con l’ode al “nepente di Oliena” scritta da Gabriele D’Annunzio.
Il vitigno Cannonau, come già affermato in precedenza, è diffusissimo nell’Isola: non c’è località dove esso non venga oramai coltivato. Inoltre nelle diverse zone in cui è allevato, esso è conosciuto con nomi diversi: Cannonadu, Nannonatu, Canonao, Ratagliadu nieddu, Cannonau.
Il Moris lo definisce Vitis praestans e così lo illustra: “acinis nigris, mediocribus, dulcissimis; racemis brevibus, laxiusculis, breviter pedunculatis; foliis semitrilobis indivisisque, quasi coriaceis, late subaequaliterque crenato-dentatis, venis facie albescentibus, subtus puberulis, baseos sinu amplo; sarmentis ferrugineis, internodiis brevibus. Vern. Cannonàu - Praestantissimum hujus nominis vinum suppeditat”.
Cettolini invece lo descrive così: “Ha germogliamento precoce e quindi và soggetto alle brinate; ha vegetazione robusta a cespuglio; ama le esposizioni soleggiate; si pota corto a sperone a piccolo getto. I tralci sono rigati, grossi, duri al taglio; i nodi sono pronunciati, gli internodi corti, le gemme tomentose e sporgenti. Il germoglio è biancastro, il fiore appassisce e sboccia precocemente; l’allegagione non è difficile; non è di produzione certa, ma dà vino apprezzato per il colore, profumo e gusto speciale. Le foglie sono verde-chiare, piccole; hanno seni profondi, semi- aperti; hanno dentatura minuta, profonda; il picciolo verde è corto; le costole sono rilevate. Il grappolo è medio, rotondo, alato, di media compattezza; il peduncolo è corto, molto robusto; i pedicelli piuttosto corti, bianco verdognoli; gli acini medi, rotondi; la buccia è pruinosa; il colore nero; la polpa molle, di sapore vinoso.”
Questa varietà, non presenta particolari esigenze di clima e di terreno e la sua affinità per i portainnesti americani è molto variabile da terreno a terreno.
L’uva Cannonau matura nella terza-quarta epoca per cui la vendemmia inizia nella seconda metà di settembre e si protrae sino alla seconda metà di ottobre in funzione del grande numero di terroirs in cui il Cannonau viene allevato.
Questo fatto porta ad ottenere dei vini Cannonau che hanno necessità di differenti modalità di lavorazione per esprimere al meglio le loro caratteristiche organolettiche e la loro tipicità.
È ben noto il ruolo predominante che il terreno esplica sulle caratteristiche mercantili ed organolettiche dell’uva e quindi del vino. L’influenza del terreno sulle caratteristiche del vino è particolarmente evidente in Sardegna per le notevoli difformità geologiche che vi si riscontrano: infatti si và dagli scisti, ai graniti, ai calcari mesozoici e terziari, alle trachiti, ai basalti, alle dune costiere. Da tutte queste rocce madri è derivata una estesa gamma di terreni, dall’argilloso al sabbioso, tutti però poveri di sostanza organica e quindi di azoto in conseguenza delle condizioni climatiche locali, più o meno ricchi di potassio scambiabile e scarsamente dotati di fosforo scambiabile.
Le caratteristiche organolettiche dei vini Cannonau, quindi, si modificano a seconda del terroirs in cui vengono ottenuti, ma mantengono sempre quell’impronta caratteristica che è tipica ed inconfondibile di questa varietà.
La coltivazione del Cannonau nell’Isola è così importante che già nel 1972 vi è stato il riconoscimento della denominazione d’origine controllata del vino “Cannonau di Sardegna”.
La storia recente è caratterizzata da un’evoluzione positiva della denominazione, con l’impianto di nuovi vigneti, la nascita di nuove aziende e dalla professionalità degli operatori che hanno contribuito ad accrescere il livello qualitativo e la rinomanza del Cannonau di Sardegna.

Struttura di controllo
Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Nuoro
Via Papandrea, 8 - 08100 - Nuoro
Tel. 0784.242552 - Fax 0784.242545
Mail: agricoltura-ambiente@nu.legalmail.camcom.it
Web: www.nu.camcom.it

Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Oristano
Via Carducci (palazzo SAIA) - 09170 - Oristano
Tel. 0783.21431 - Fax 0783.73764
e-mail: segreteria.generale@or.camcom.it
Web: www.or.camcom.it

Consorzio di tutela
Consorzio di tutela Cannonau di Sardegna
Via Papandrea c/o CCIAA di Nuoro, 8 - 08100 - NUORO

Documenti correlati
Disciplinare di produzione [file .pdf]
Mappa dell'area di produzione Cannonau di Jerzu [file .pdf]
Mappa dell'area di produzione Cannonau di Capoferrato [file .pdf]
Mappa dell'area di produzione Cannonau di Oliena [file .pdf]
Mappa dell'area di produzione Cannonau dell'intero territorio regionale [file .pdf]

Consulta le pagine
Il vitigno Cannonau

Aggiornamento pagina: 16.09.2018